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da "Il cavallo rosso" (parte sesta, capitolo
6)
di Eugenio Corti
A un sobbalzo improvviso della slitta il capitano
dal ventre squarciato aprì gli occhi. Prese
lentamente coscienza della propria situazione
e si guardò intorno: incontrò lo sguardo di
un alpino che gli camminava a lato: " la battaglia
è finita? " chiese.
" Sì, è finita. "
" Ce l'abbiamo fatta, eh? "
" Sì, abbiamo aperta la strada. "
Accorse l'unico ufficiale rimasto alla compagnia,
si chinò sul ferito: " Ce l'abbiamo fatta
signor capitano. Abbiamo riaperta la strada.
"
" Mm. Meno male. "
" Come vi sentite signor capitano? "
" Io? Ne ho per poco. "
L'ufficiale non ribatté. " Loro erano tre
battaglioni " disse invece: " Adesso lo sappiamo
con certezza. Il Tirano è ridotto alla metà,
però " ripeté " ha aperta la strada alla colonna.
"
" Se arrivi fuori, dillo a mia madre. "
" Signorsì, m'impegno a dirglielo. "
" Dille che ho fatto il mio dovere, e perciò
muoio in pace con gli uomini e con Dio. "
Dall'una e dall'altra parte della slitta i
suoi alpini, fattisi avanti, guardavano con
facce angustiate il capitano; anche il conducente
che camminava con le redini dei due muli girate
intorno alle spalle alla brava, si voltava
ogni poco a guardarlo, aveva le lacrime agli
occhi.
" Cosa sono quei musi lunghi? " esclamò a
un tratto il capitano Grandi: " Sotto piuttosto,
cantate con me. " E con la voce che si ritrovava,
che sarebbe stata ridicola in un momento meno
tragico, attaccò la tremenda canzone alpina
del capitano che sta per morire e fa testamento:
"Il capitano l'è ferito
l'è ferito e sta per morir"
Subito i circostanti gli si unirono nel canto,
più d'uno fece segno a quelli che segui-vano,
corse la voce, tutta la compagnia serrò sotto
e si mise con grandissimo dolore a cantare.
Nella canzone il morente prescrive che il
suo corpo sia tagliato in cinque pezzi:
"Il primo pezzo alla montagna
che lo ricopra di rose e fior"
Che struggimento, che pena il ricordo delle
native montagne in quell'enorme pianura senza
confini...
"secondo pezzo al re d'Italia
che si ricordi del suo soldà"
Il terzo pezzo al reggimento.
Nella sterminata colonna di formiche che procedevano
frenetiche, eppure parevano ferme nella gelida
immensità, c'era quel breve tratto che cantava.
E la madre compariva nel canto, e la donna
amata:
"il quarto pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol,
il quinto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor"
Addio dunque anche a te primo amore, addio
per sempre, ciò che abbiamo sognato non sarà
mai... Addio montagne, patria, reggimento,
addio mamma e primo amore, cantavano gli alpini.
Cantavano e piangevano gli alpini valorosi,
e c'era nel loro canto paziente tutto lo struggimento
della nostra umana impotenza; cantarono anche
quando il capitano ormai non cantava più e
li accompagnava solo con gli occhi; cessarono
di cantare solo quando si resero conto che
il capitano Grandi era morto.
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