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Commento
di Costanza (Giugno 2004) :
Cè
unaria carica di attesa e venerazione
quando entra la regina, ma lei è di più
di quello che gli altri riescano a pensare di
lei.
Chi canta lha capito
e guarda con ammirazione piena di dramma la
strada che lei non ha ancora percorso ma che
sa di amare.
Lui le vol molto bene. Cosa
posso fare se non amare il tuo destino?,
sa che non cè bene più grande
del bene che abbraccia la strada che laltro
ha da percorrere. Ma rimane un dispiacere perché
la strada di lei non coincide con quella di
lui: Io non ho mai capito perché
tu vuoi andare la dove non posso o non
voglio arrivare, e forse anche un po
di preoccupazione per quello che le aspetta:
Quella strada sembra infinita e non hai
pace nella tua vita.
Questo dramma totalmente umano
si risolve, come sempre nelle tue canzoni, in
un abbraccio ancora più grande, di cui
luomo non puo essere capace; un
abbraccio che luomo impara da Qualcuno
più grande e misericordioso di lui. Di
questo abbraccio trasfigurato parla tutta la
terza strofa.
Il bello è che quando
dici, alla fine della terza strofa: So
che un giorno volerai via ritornano il
dispiacere e la preoccupazione di prima. Proprio
perche lintuizione di amore incondizionato
non riesce a durare piu di un momento,
non riesce ad essere più di unintuizione.
E questo è profondamente umano, quindi
bello.
Ancora, nella quarta strofa,
torna quellabbraccio grande, segno del
bene strabordante che chi canta offre alla regina.
Diventa proprio unofferta, un dono: Porterai
dentro questo canto damore. E ancora,
unammirazione più grande di quella
che allinizio i sudditi e
il vento avevano per lei: unammirazione,
un amore del tipo più profondo, un riconoscimento
vero: È una strada infinita la
tua vita.
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