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Commento
di Costanza (Giugno 2004) :
in fondo
un po tutti siamo come quello di Non
credermi.
Non siamo fedeli a noi stessi e a quello
che abbiamo da fare. Figuriamoci se siamo fedeli
agli altri
Nemmeno riusciamo ad essere
franchi e perseveranti con quelli a cui teniamo
di più. Viviamo di inganni, soprattutto
ci autoinganniamo.
La vita a volte è dura e non è
facile mantenere sempre aperto quello spiraglio
che ci indica un di più.
Allora, anziché stare con gli occhi spalancati
ad aspettare e abbracciare quello che arriva
e che è per noi, abbassiamo la testa
e ci guardiamo addosso; cercando di immaginare
chi siamo e cosa vogliamo, esasperati dallattesa
di quello che ci può rendere felici,
ci accorgiamo che possiamo inventarci delle
facce, dei volti da cambiare come maschere.
A questo punto sì che possiamo dire:
Non credermi.
In questa canzone è descritta perciò
una dinamica che tutti vivono.
Si parla di ricordi di tanti misteri [
]
senza spiegazione. Io credo che il tempo
della vita serva per vedere questi misteri dal
significato oscuro sciogliere la loro incognita.
Cè una specie di aut-aut nelle
cose: il loro esserci, il loro accadere, o è
inutile, o ha un significato grande. Il
nostro io è il crocevia tra lessere
e il nulla. Insomma, secondo me anche
questi misteri che talvolta si manifestano in
modo violento (si sono ammassati uno sopra
laltro senza spiegazione) costituiscono
un passaggio necessario per la formazione della
coscienza e della sensibilità di una
persona. Sono qualcosa di preziosissimo.
A questo punto vorrei dirti
pure unaltra cosa.
Di certo conoscerai il brano Shower the
People di James Taylor. Mi sembra un po
una continuazione della tua Non credermi.
Sostanzialmente dice questo:
Puoi giocare
e recitare una parte anche se sai che non è
stata scritta per te
Ma dimmi, col tuo cuore spezzato, come fai a
restare impalato solo per paura di fare una
brutta figura?
Fai una doccia di amore alle persone che ami
Mostra a loro quello che senti
Le cose andranno molto meglio se solo lo farai.
Puoi scappare ma non ti puoi nascondere.
E cosa te ne vuoi fare del tuo stupido orgoglio
Quando sei da solo con te stesso?
Una volta che dirai a qualcuno quello che provi
Comincerai a sentirti libero.
Puoi recitare una parte
richiama il tuo Ho due facce due volti
da cambiare come maschere. Ma qui Taylor
vuol dare uno scossone a chi cinicamente rimane
nascosto dietro al suo cuore spezzato (probabilmente
spezzato da qualche mistero un po irruente,
come quelli delluomo di Non credermi).
Gli dice: se mostrerai ciò che ti costituisce,
se distribuirai a chi ti sta intorno lamore
di cui sei pieno, se dirai a tutti di cosa sei
fatto veramente, allora comincerai a sentirti
libero.
Secondo me Tayor avrebbe potuto approfondire
la descrizione del sentirsi liberati
dopo unesperienza di espressione di ciò
che si è, di ciò che si ama, visto
che, detta così, può sembrare
un vogliamoci tutti bene, lamore
è dappertutto. Un po new
age. Ma dopo aver ascoltato e meditato questa
canzone, sono convinta che significhi molto
di più. Diciamo che mi ci sento descritta,
quindi riesco ad immedesimarmi e a capire di
che tipo di amore si tratti. Amore per quello
che cè. Da annunciare a tutti.
Amore che è quellabbraccio di cui
è capace il cuore. Che in certi momenti
di grazia riesce ad abbracciare davvero davvero
molto.
A me viene da aggiungere: amore per Chi fa le
cose.
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