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Origine del nome "Ivano" (e "Ivo")


Uno di quei nomi che possono far impensierire gli etimologi onomastici, per l'incerta origine, le problematiche parentele, le varianti, gli alterati, i derivati, gli ipocoristici, le corrispondenze straniere, grafiche fonetiche, le deformanti dialettali, perfino onomatopeiche, acrostiche e analogiche. Se ne possono contare una trentina (di nomi spuntati attorno alla radice iv) e molta gente vi ha contribuito per conto suo, e chi vuole lo può ancora fare, specie ora che la TV permette che si scriva un nome come lo si ascolta, e i giornali che lo si pronunci come lo si scrive.

Ma Ivano, che se ne discosta subito per l ’elegante bellezza della sua sfilata sillabica, ci offre intanto una prima soluzione. È istintivo, più che facile, l’adattamento italiano maschile di Ivano a Ivan, come il femminile italoslavo Ivana richiama sempre lo stesso nome. Comunque Ivan è il corrispondente slavo (russo, sloveno, serbocroato) del lontano ebraico Giovanni, ma è soprattutto un nome di impronta letteraria, teatrale, cinematografica, ripreso da personaggi di opere dell’Ottocento e del primo Novecento (allora conosciute in Italia grazie alle traduzioni russofrancesi) tra cui lo Zar cinquecentesco Ivan il Terribile del grande regista sovietico Eisenstein.

A parte ora la lontana nascita ebraica da Giovanni e la mediazione russa da Ivan, Ivano richiama anche un adattamento italiano, già dell’ultimo Medioevo, del francese antico Yvain, eroe con Lancillotto del ciclo cavalleresco bretone o del re Artù, e in particolare del poema di Chrétien de Troyes della fine del XII sec. “Y vain ou le chevalier au lion”.

Altre difficoltà sorgono per il nome Ivo, nome proprio, diffuso,dai più vari collegamenti e varianti, ma di cui soprattutto non può essere disconosciuta la ascendenza o la discendenza con Ivano. Il suo diffuso femminile è Iva, ma in italiano si usa pure il francese Ivonne, per influenza artistica o d’altro. Nel latino medioevale Ivo compare, dall ’VIII secolo in poi, sotto la forma Ivo al nominativo, ed Ivonis, Ivonem ecc. nei casi obliqui. In francese dal nominativo Ivo si formò il nome Ive e nei casi obliqui si ebbe Ivon (è noto che il francese antico conserva ancora una declinazione, ma a due casi: una forma per il nominativo, o caso del soggetto, ed una forma per gli altri casi); sulla forma Ivon si formò poi il già visto femminile Ivonne.

Sulla peculiare origine del nome Ivo non c ’è sicurezza: se esso non è, in qualche modo, genealogicamente legato a Ivano, ha una sua originale indipendenza, o meglio, altro legame. Fu pensato di provenienza francone e lo si è voluto far risalire ad un nome di pianta, l ’antico tedesco iwa (ted.moderno Eibe) che è il nome del Taxus baccata. La cosa potrebbe essere probabile, poiché tra i nomi germanici la fitonomastica non è rara, nomi cioè tratti da denominazioni di piante, specie alberi celticamente sacri, e sapendo che il tasso è colà molto diffuso. E si è pensato pure che il nome potrebbe veramente essere di origine celtica: per esempio un ivos, corradicale del germanico iwa, e vivente ancora nel cimrico yv, nel bretone ivim, nei nomi gallici composti con questo elemento (Ivacattus, Ivimarus, Ivorix) e che esso sopravvive nella toponomastica francese (Ifs nel Calvados, Ivoy nel Cher ecc.).

Sant ’Ivo o Ivone o Ivano Hélori (†1303) fu bretone, giudice ecclesiastico a Rennes, patrocinava gratis i poveri, è il patrono degli avvocati. Un bel patrono, se è vero che si attribuisce a lui il celebre detto medioevale: Advocatus et non latro, res miranda populo.


a cura di
Piero Sanchetti

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