"Nel sottoscala della
mia ragione c'è la speranza che tu ritorni"
questi versi di "Vola" li ho ascoltati
per la prima volta nel luglio del 1998,
in un concerto fatto da Fossati alla villa
reale di Monza (Mi); o forse li avevo
ascoltati anche prima, dato che il primo
concerto di Fossati che ho visto è stato
nel settembre 1993, solo che allora non
ci avevo fatto caso! In ogni caso era
una canzone che non conoscevo (e quindi
non sapevo neppure che era stata cantata,
ai tempi, da Mia Martini) e fu una canzone
che impiegò un nulla per entrare nella
lista dei miei brani preferiti. Fossati,
a Monza, la eseguì alla fine, a sorpresa:
il concerto era terminato, i bis erano
già stati fatti, ma la gente non se ne
andava; continuava a chiamarlo. Così,
mentre una buona fetta di pubblico si
stava dirigendo verso le uscite, lui si
sedette al pianoforte e cantò "Vola" e
"Naviganti". Il giorno dopo ero da Buscemi
(il miglior negozio di dischi di Milano!)
a cercare il cd che conteneva quei brani.
E la scelta cadde su "Buontempo - Dal
vivo Volume 1".
L'album, registrato al Teatro Amilcare
Ponchielli, nella città di Cremona, le
sere del 2 e 4 marzo 1993, è la fedele
registrazione di quello che è stato suonato,
senza rielaborazioni posteriori (come
viene sottolineato nelle note contenute
nel cd), e l'atmosfera che si sente è
proprio quella che si respira ai concerti
di Fossati in cui suoni e voce vengono
prosciugati di tutti gli orpelli, riuscendo
a creare un amalgama perfetto. La musica,
gli arrangiamenti si accompagnano al testo,
adattandosi perfettamente a quel che Ivano
descrive con la sua splendida poesia.
Che i musicisti, i miei "fratelli" musicisti,
come li chiama Fossati siano tutti di
alto livello, lo si può capire oltre che
dai singoli brani, anche da uno scherzo
musicale quale è "sonatina". Come ben
si può capire del cd, quello che si trova
in "Buontempo - Dal vivo vol. 1" in verità
è solo una parte dei brani eseguiti durante
quella turnè del 1993; il resto lo si
trova nel Vol. 2.
La versione di "Vola" contenuta in questo
disco è molto più sentita da Ivano rispetto
a quella che ascoltai a Monza; l'ambientazione
jazz che sfoggia crea un pathos da brividi
a fior di pelle. A tutt'oggi faccio fatica
a trovare un'altra canzone dove il dramma
dell'amore è raccontato in un modo così
esemplare. Ma nel disco vi si trovano
altre splendide esecuzioni come la sognante
"La pianta del tè", con il suo uso particolarissimo
della canna di bambù, o "Panama", seguita
a ruota da "La pioggia di Marzo", versione
con testo in italiano di "Aguas de Marco"
di Jobin (della quale già Mina fece una
registrazione alla fine degli anni '70).
La splendida "I treni a vapori", portata
al successo da Fiorella Mannoia, ma che
Fossati rivisita dandogli una cadenza
ritmica più consona al testo, pare quasi
essere un riempitivo se affiancata a brani
come "Mio fratello che guardi il mondo"
e "Una notte in italia". Il disco si conclude
con "Questi posti davanti al mare" (resa
importante, nella registrazione in studio
del 1988, dalla partecipazione di Francesco
De Gregori e Fabrizio De Andrè) e "Amore
negli occhi", con Fossati, in perfetto
stile da cantautore, da solo con la sua
chitarra.
(Settembre 2001)
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