Diavolo Divino - FUORI

Fuori

Un disco bisogna ascoltarlo, per poterne dare un giudizio.
E se per caso poi viene voglia di riascoltare quanto sentito, allora vuol dire che in quel disco c'è stato qualcosa che ha incuriosito. Se dopo questi primi ascolti si inizia ad ascoltare il disco a ripetizione per giorni, imparandone ogni piccola particolarità, allora vuol dire che è un gran bel disco (perché è piaciuto a me che l'ho ascoltato). Se invece è un disco che lo si riascolta ogni tanto, allora vuol dire che un buon disco, perché mi ha lasciato un bel ricordo al primo ascolto. Se invece lo lascio lì nel dimenticatoio, e lo ascolto una volta ogni due anni solo per cercare di capire perché ho quel disco, allora vuol dire che non è stato fatto bene (ma può anche darsi che in uno di questi ascolti ci si possa rendere conto che in fondo si è sbagliata opinione la prima volta).
Credo che questo disco di DiavoloDivino sia un disco da scoprire, io l'ho ascoltato di seguito almeno una ventina di volte, quando l'ho avuto in mano, e certamente non è un disco da accantonare subito. È un disco che pone domande, e non è una cosa scontata e facile da trovare nella musica di oggi. Fosse solo il cercare di capire il significato di questo pseudomino, in sè altamente contrastante, "DiavoloDivino". Meglio un disco che pone domande, anche se spesso nascoste tra le righe, che un disco che ascolti, balli e canti, ma alla fine lo consideri ne più né meno di un qualsiasi soprammobile di casa e non smuove la tua vita. Qui e domande nascono anche nel cercare di capire cosa voglia dire, cosa cerca di raccontare, cosa vuole trasmettere, che musica cerca di fare, quale posto vuole occupare all'interno di tutta la musica scritta e suonata fino ad oggi. E' musica che ha dietro un'ottima idea, forse non originale, ma comunque ben chiara, e si consideri che un'idea originale è difficile da trovare, e non è strettamente necessaria, nella musica: c'è anche la passione, la voglia di fare, il sogno e la speranza di avere qualcosa da dire che, anche se già detto, può assumere una nuova forma, solo perché è un'altra persona che lo racconta.
Musicalmente è disco pop-rock suonato molto bene, con ottimi suoni e una ricerca del particolare molto minuziosa. Ritornelli sempre molto incisivi, grazie anche a buone strofe costruite con intelligenza. Nulla da invidiare ai vari "grandi" artisti presenti sulla scena musicale. Se ci fosse da fare un appunto a questo "Fuori", forse lo si potrebbe trovare nei testi, a volte poco incisivi, con strutture grammaticali che richiedono la fantomatica "matita" rossa che usava la cara vecchia maestra nel correggere i temi alle elementari. Ma sono testi che in ogni caso riescono a stare in piedi grazie alle atmosfere create da DiavoloDivino. Può darsi sia una cosa voluta, come già fecero ai tempi altri artisti per emergere, certo è che se nel prossimo lavoro DiavoloDivino avrà tanta cura verso i testi così come è puntiglioso sulle musiche, potrà davvero aspirare a fare il salto che lo porterà a suonare su palchi importanti.
"Fuori" è un disco che potrebbe trovare la sua forma di espressione migliore nell'esibizione live, in quanto tutti i brani sono arrangiati e scritti per poter trasmettere energia ed adrenalina come solo in esibizioni live è possibile fare. E se questo si percepisce dall'ascolto del cd (dove volume, purezza del suono, armonie, ricercatezze spesso fanno venire meno l'impatto del muro sonoro che si avrebbe dal vivo), vuol dire che è un buon lavoro.


(Luglio 2003)





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