Devo ammettere che provo un po' di
ribrezzo nell'accingermi all'ascolto
di un disco di Ambra Angiolini. Ho sempre
avuto una certa allergia nei suoi confronti
sia dal punto di vista televisivo quand'era
il burattino di Boncompagni, sia dal
punto di vista musicale, quando offrì
al popolo italiano una tra le più insulse
canzoni mai pubblicate, quella "T'appartengo"
che ebbe un tale successo paragonabile
forse soltanto a "kiss me Licia" di
Cristina D'avena (almeno, quest'ultima,
esplicitamente senza pretese). Ma Ambra,
da quel lontano 1994, è cresciuta, e
forse è probabile che questo "Incanto"
(album del 1999; ben il quarto capitolo
della sua discografia!!!) possa offrire
qualche piacevole sorpresa, oppure confermarne
il pregiudizio negativo. Cerco così
di mettermi nella posizione di ascoltare
pensando di avere a che fare con un
musicista professionista e quindi di
giudicarlo come tale.
"Canto alla luna" apre il disco
con chiaro arrangiamento rithm'n'blues,
dove la voce di Ambra è accompagna da
quella del vocalist napoletano Ciro
"De Niro" Borrelli. La canzone risulta
di semplice scrittura melodica e con
un testo di stampo chiaramente parlato,
che sorride all'hip-hop. Strutturalmente
risulta poco originale e vittima della
scuola poetica di Vasco e dei suoi seguaci
(Grignani per primo), come ben si può
notare da un ritornello privo di un
finale di frase (riporto parola per
parola: "forse può accadere che... In
questa notte se... In questa notte se...
Forse può accadere che... In questa
notte se.... Forse può accadere che....")
e da situazioni grammaticali lasciate
in strutture molto deboli. La speranza
cantata riesce a dare quasi un senso
positivo al brano, se non fosse negato
da un retrogusto amaro riguardo alla
sua durata nell'arco di una sola notte,
che ne toglie lo spessore, fino a banalizzarne
il contenuto.
"Butterfly2000" non abbandona
l'uso delle ritmiche elettroniche (elemento
costante di tutto il disco) e ne fa
un uso più massiccio. La voce, seppur
piena di effetti che la rendono più
secca e grezza, accompagnata da diversi
cori, risulta essere debole nei passaggi
e poco incisiva nell'ossessivo ritornello.
Il testo ha come tema l'amore desiderato,
l'anima gemella non ancora incontrata,
ma entrando più nel particolare diventa
l'accorgersi dell'urgenza di una presenza
e l'attesa causata dalla sua mancanza.
E' un brano introspettivo, dove il rivolgersi
a un ipotetico "tu" ("Un giorno di quest'anno
ci incontreremo e poi / mi prenderai
la mano e correremo via") è una scusante
per guardarsi dentro e rivolgere l'attenzione
sulle proprie aspettative, al punto
da parlare a se stessi, per mezzo di
un coro ("stai dormendo, Apri gli occhi!"),
in modo da rendersi conto della realtà
che ci circonda.
Cantato quasi in punta dei piedi, "Capita
anche a me" propone un'atmosfera
jazz nelle strofe, per poi evolversi,
nel ritornello, in frasi del tutto rithm'n'blues.
Il testo risulta essere di buona fattura,
elegante e con spunti interessanti ("Se
ti scrivo, è per leggermi negli occhi
tuoi"), e ha come tema la presa di coscienza
dei propri sentimenti.
Con un lunghissimo titolo viene presentato
il quarto brano:"Il Piacere Della
Seduzione Leggera Che Non Cerca Giustificazione".
E' un brano senza grandi pretese, una
dichiarazione di libertà che ha come
argomento l'essere liberi di avere rapporti
con altre persone al di fuori del proprio
patner. A seguire si trova il brano
"Senza Respiro"; un tentativo
mal riuscito di trasportare in musica
ciò che canta il testo. L'incessante
cadere della pioggia, l'essere costantemente
"senza respiro", il rapporto con l'altro,
dovrebbe suggerire una musica assillante
e con una ritmica che pone l'accento
sui passaggi vocali. Il risultato invece
è di una totale estraneità tra melodia,
per altro poco incisiva, e un arrangiamento
che segue strade tutte sue.
In "Luca e Stella" viene trattato
il tema dell'omosessualità, dell'impossibilità
di vivere durante il giorno i desideri
e della speranza di un utopico mondo
che possa accettare il loro stato d'animo.
L'argomento è certamente ostico, e sebbene
dovrebbe essere trattato con la coscienza
dei valori importanti della vita, Ambra
offre soltanto una descrizione notevolmente
distaccata, incurante della natura del
rapporto, e attenta solo all'apparenza.
E poiché il racconto è ambientato in
una discoteca, ecco che l'arrangiamento
propone un'atmosfera da John Travolta
e Bee Gees!
"Battiti" è un altro tema adolescenziale
sulla falsa riga del Carpe Diem, del
cogliere l'attimo, del vivere il giorno,
incuranti di quel che potrà essere e
delle reazioni della gente. Ma "i nostri
atti ci seguono", e la maturità sta
proprio nel rendersi conto che non si
può vivere seguendo i propri istinti,
i propri "battiti".
Con "Sospesa" arriva finalmente
la sorpresa tanto agognata, dopo una
serie di canzoni più o meno tutte uguali.
E sta tutta in un vocalizzo di melodie
arabe e orientali, eseguito a "cappella"
dalla cantante Ilaira Graziano. Sia
ben chiaro: il vocalizzo dura 45 secondi,
e poi inizia un brano in chiave ritmica
jungle che fa venir meno l'originalità
di quanto proposto all'inizio. Anche
in questo caso, come in "Capita anche
a me", il testo risulta di buona fattura,
ed è un ipotetico viaggio New Age verso
un mondo dove sentirsi pienamente in
armonia.
"Sleeping Whit An Angel" è un
brano dove un intelligente arrangiamento
nasconde le carenze della melodia cantata.
Viene quasi da chiedersi se gli autori
erano a conoscenza di una canzone cantata
da Billy Idol che porta lo stesso titolo
(ma, vista la netta differenza di qualità
tra i due brani, suppongo che la risposta
sia negativa).
In questo "Incanto" trova perfino spazio
un tentativo di un brano ironico, "Prendo
Un Segretario"; tentativo miseramente
fallito. Musicalmente è un miscuglio
tra "Funky gallo" di Zucchero Sugar
Fornacciari e vecchi brani di Caterina
Caselli. Pur avendo un titolo che poteva
offrire uno spunto per un testo originale,
il tema trattato risulta essere lo stesso
di "Butterfly2000", con un atteggiamento,
questa volta, più dimesso e il desiderio
di qualcuno che "metta un po' d'ordine
in quello che di confuso c'è intorno
a me".
In "il tuo profumo" troviamo
un'altro duetto, questa volta con il
cantante napoletano Francesco Forni.
Il brano ricorda vagamente un vecchio
successo di Ambra, quella "t'appartengo"
dei tempi di "Non è la Rai". E' il racconto
del ritorno di un vecchio amore.
Forse la canzone con cui si chiude il
disco nasce dalla collaborazione con
radio 105, quando nell'estate '97 in
veste di DJ, Ambra conduceva il programma
quotidiano "105 Estate". In "Radio
notte", infatti, si parla del rapporto
che viene ad instaurarsi tra ascoltatore
e DJ, che, in più occasioni, diventa
compagno della vita.
"Incanto" è sicuramente un disco dove
la tematica principale è il rapporto
amoroso, visto sotto diversi aspetti.
Anche se l'impegno è più che lodevole,
è un disco di cui non si sentiva il
bisogno, e che, nell'ambito musicale,
non dice nulla di originale e non propone
nuove prospettive. I tappeti musicali
che accompagnano la voce di Ambra sembrano
essere basi musicali da piano bar. La
stessa Ambra canta con una voce sempre
in bilico, e priva di colore. La stesura
dei pezzi di tanto in tanto trova qualche
spunto interessante, ma il poco lavoro
di sviluppo ne banalizza l'effetto.
In conclusione, sconsiglio l'acquisto
agli amanti della buona musica, e lo
consiglio, invece, a chi vuole approfondire
la conoscenza di quel fenomeno televisivo,
e non, che è stato Ambra Angiolini,
nella speranza che in un prossimo futuro
possa essere in grado di offrire un
lavoro più maturo e più curato. Le premesse,
in fondo, sembrano esserci.
(Dicembre 2001)
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