Rdrock


Vasco Rossi - Fabriano (Ancona), 25 Giugno 2003
di Ivano Conti



Ore 21.30.
Ecco le prime note.
Che concerto sarà? Non c'è un disco alle spalle che impone di fare certe canzoni. Questo vuol dire che la scaletta sarà del tutto libera. O così si spera. Che canzoni avrà scelto Vasco? E visto che vorrà sorprendermi fin dal primo brano, con cosa inizierà?
Ecco, la band sta eseguendo l'intro di qualcosa.
Ecco il ritmo della batteria.
E le chitarre. Serrate, splendide!
E le prime note cantate: "Credi davvero che sia sincero quando ti parlo di me? Credi davvero che mi spoglio di ogni orgoglio davanti a te".
Ed è sorpresa e stupore! "Credi davvero", un brano di "vado al massimo", un brano vecchio che non faceva da una vita. Se l'inizio è di questa portata, chissà il resto. E poi con questa provocazione!
Sì, Vasco, credo davvero che tu sia sincero!
E si vede! Senti come canti, senti come suona la band, senti che nuovi arrangiamenti. Altro che sincero! Tu sei la sincerità!!!
E due secondi dopo la fine di "credi davvero", ecco un altro brano mai sentito prima dal vivo, almeno per quel che mi riguarda, che il primo concerto che ho visto è stato il suo esordio a San Siro nel 1990. Chissà se i ragazzini di quindici anni che ascoltano soltanto il Vasco degli ultimi 3, 4 dischi lo conoscono. "i bambini dell'asilo, stanno facendo casino…"! eh, sì! È proprio "Asilo Republic". WOW! Già su disco è un brano che ha un tiro come pochi, ma dal vivo, poi! Due canzoni, due momenti inaspettati. Qua sarà tutta una sorpresa, ecco che concerto sarà! Infatti. Vasco non ci pensa un attimo, e subito fa capire che brani d'impatto li faceva vent'anni fa, ed è in grado di farli anche adesso: "Ti prendo e ti porto via".
E poi via, via, via, via… tante altre sorprese. Come "una splendida giornata", in un arrangiamento nuovo e pieno di chitarre, ma con lo splendido sax di Andrea Innesto. O come "Toffee", cantata con quell'ironia e simpatia che solo lui può dare. O "fegato fegato spappolato", dritta, senza pause, cattiva e precisa. O come "se è vero o no", altro brano mai sentito dal vivo, uscito come singolo per l'album "gli spari sopra". O con "generale", che Vasco ormai sente come un brano suo.
C'è anche spazio per un brano nuovo, un "rock & roll show", che ha un buon impatto sui fans, anche se non regge i livelli dei tanti cavalli di battaglia proposti quali "bollicine" o "siamo solo noi".
Il palco è enorme, la gente è calda, la band suona. Solieri e Burns si scambiano accordi e melodie, in splendidi momenti stile Pink Floyd. Vasco intanto ti fa tirare il fiato cantandoti una "Gabry" mista a "una canzone per te", ma allo stesso tempo ti tira in piedi con "Delusa" e "Rewind". Gioca un po', intanto, il caro vecchio Vasco. Ma quanto corre? Ma quanto canta? E sì che fino a qualche tempo fa lo davano moribondo in uno ospedale. Uno che è stato male non può muoversi così. Quello è più vivo che mai. E ti canta "vivere". Ed uno che guarda cosa gli sta accadendo in torno. Fa il furbo, citando il capo del consiglio in "non appari mai" ("problemi? Qui non esistono problemi. Qui siamo tutti belli e sani. Votiamo tutti berlusconi!"), e torna sul problema guerra con l'accoppiata "Mi si escludeva" e "gli spari sopra". La guerra vista con gli occhi di Vasco, è una guerra che fa paura, perché non è quella pompata dai media, ma è quella che nasce dal disagio del popolo. "Non siamo mica gli americani, che loro possono sparare agli indiani". Non la canta. Ma lo dice. E questo disagio da dove nasce? Solo dalla società? No, anche dal rapporto con gli altri, con le donne, per esempio. "ogni volta", "io no", "stupido hotel", "siamo soli", che canta con un cuore enorme, ne sono l'esempio.
E' un concerto infinito. Ogni volta sono lì a pensare che tra qualche istante sentirò le note di "albachiara" (brano con cui chiude sempre i concerti") e invece ecco sorprese su sorprese. Infatti mi sorprende ancora con "c'è chi dice no", "la fine del millennio", e "liberi liberi". Ci saluta: "ciao, liberi!". E' vero: siamo liberi, liberi di scegliere!
Vasco, verrebbe da dire, ma le vuoi fare tutte? Se le fai tutte, io resto qua fin quando non hai finito! Sorride, ammicca, canta, corre, si diverte, ringrazia. "Siete stanchi?", ci chiede. Assolutamente no! Quante sorprese, in questo concerto. "Stupendo", davvero, come ci fa cantare a squarciagola! E' stupendo! E poi, a chiusura, una "vita spericolata"a mezzagola, piena di rancore, speranza e sofferenza. Da brividi, per come la canta!
I brani si susseguono uno dietro l'altro, e io non riesco più a stargli dietro. Mi fanno male le gambe per quanto ho saltato. Ho la gola in fiamme, per quanto ho cantato. Le orecchie fischiano, per la musica sentita. E il cuore batte a mille, per le emozioni provate. Vorrei che Vasco facesse un concerto una volta a settimana, perché quanto canta "Sally" mi ricarica le pile, e ne ho bisogno, quasi fosse una droga.
San Siro aspetta con trepidazione, questo concerto. E san Siro non resterà delusa. È un concerto di energia pura, un concerto come non se ne vedono da tempo. E dopo anni di latitanza, Vasco tornerà a prendere possesso del suo stadio, per non abbandonarlo più. San Siro è il suo tempio! Suo e di nessun'altro!
E' ora di "Albachiara". Sono le 24.15. Vorrei che non fosse mai finito. Ma quel che è stato, è stato splendido!




un sentito grazie alla redazione di vascorossi.net
che mi ha consentito di vivere questo concerto omaggiandomi di un biglietto



INDIETRO


torna alla Home!