
Ore 21.30.
Ecco le prime note.
Che concerto sarà? Non c'è un disco
alle spalle che impone di fare certe
canzoni. Questo vuol dire che la scaletta
sarà del tutto libera. O così si spera.
Che canzoni avrà scelto Vasco? E visto
che vorrà sorprendermi fin dal primo
brano, con cosa inizierà?
Ecco, la band sta eseguendo l'intro
di qualcosa.
Ecco il ritmo della batteria.
E le chitarre. Serrate, splendide!
E le prime note cantate: "Credi davvero
che sia sincero quando ti parlo di
me? Credi davvero che mi spoglio di
ogni orgoglio davanti a te".
Ed è sorpresa e stupore! "Credi
davvero", un brano di "vado al
massimo", un brano vecchio che non
faceva da una vita. Se l'inizio è
di questa portata, chissà il resto.
E poi con questa provocazione!
Sì, Vasco, credo davvero che tu sia
sincero!
E si vede! Senti come canti, senti
come suona la band, senti che nuovi
arrangiamenti. Altro che sincero!
Tu sei la sincerità!!!
E due secondi dopo la fine di "credi
davvero", ecco un altro brano mai
sentito prima dal vivo, almeno per
quel che mi riguarda, che il primo
concerto che ho visto è stato il suo
esordio a San Siro nel 1990. Chissà
se i ragazzini di quindici anni che
ascoltano soltanto il Vasco degli
ultimi 3, 4 dischi lo conoscono. "i
bambini dell'asilo, stanno facendo
casino…"! eh, sì! È proprio "Asilo
Republic". WOW! Già su disco è
un brano che ha un tiro come pochi,
ma dal vivo, poi! Due canzoni, due
momenti inaspettati. Qua sarà tutta
una sorpresa, ecco che concerto sarà!
Infatti. Vasco non ci pensa un attimo,
e subito fa capire che brani d'impatto
li faceva vent'anni fa, ed è in grado
di farli anche adesso: "Ti prendo
e ti porto via".
E poi via, via, via, via… tante altre
sorprese. Come "una splendida giornata",
in un arrangiamento nuovo e pieno
di chitarre, ma con lo splendido sax
di Andrea Innesto. O come "Toffee",
cantata con quell'ironia e simpatia
che solo lui può dare. O "fegato
fegato spappolato", dritta, senza
pause, cattiva e precisa. O come "se
è vero o no", altro brano mai
sentito dal vivo, uscito come singolo
per l'album "gli spari sopra". O con
"generale", che Vasco ormai
sente come un brano suo.
C'è anche spazio per un brano nuovo,
un "rock & roll show", che
ha un buon impatto sui fans, anche
se non regge i livelli dei tanti cavalli
di battaglia proposti quali "bollicine"
o "siamo solo noi".
Il palco è enorme, la gente è calda,
la band suona. Solieri e Burns si
scambiano accordi e melodie, in splendidi
momenti stile Pink Floyd. Vasco intanto
ti fa tirare il fiato cantandoti una
"Gabry" mista a "una canzone
per te", ma allo stesso tempo
ti tira in piedi con "Delusa"
e "Rewind". Gioca un po', intanto,
il caro vecchio Vasco. Ma quanto corre?
Ma quanto canta? E sì che fino a qualche
tempo fa lo davano moribondo in uno
ospedale. Uno che è stato male non
può muoversi così. Quello è più vivo
che mai. E ti canta "vivere".
Ed uno che guarda cosa gli sta accadendo
in torno. Fa il furbo, citando il
capo del consiglio in "non appari
mai" ("problemi? Qui non esistono
problemi. Qui siamo tutti belli e
sani. Votiamo tutti berlusconi!"),
e torna sul problema guerra con l'accoppiata
"Mi si escludeva" e "gli
spari sopra". La guerra vista
con gli occhi di Vasco, è una guerra
che fa paura, perché non è quella
pompata dai media, ma è quella che
nasce dal disagio del popolo. "Non
siamo mica gli americani, che loro
possono sparare agli indiani". Non
la canta. Ma lo dice. E questo disagio
da dove nasce? Solo dalla società?
No, anche dal rapporto con gli altri,
con le donne, per esempio. "ogni
volta", "io no", "stupido
hotel", "siamo soli", che
canta con un cuore enorme, ne sono
l'esempio.
E' un concerto infinito. Ogni volta
sono lì a pensare che tra qualche
istante sentirò le note di "albachiara"
(brano con cui chiude sempre i concerti")
e invece ecco sorprese su sorprese.
Infatti mi sorprende ancora con "c'è
chi dice no", "la fine del
millennio", e "liberi liberi".
Ci saluta: "ciao, liberi!". E' vero:
siamo liberi, liberi di scegliere!
Vasco, verrebbe da dire, ma le vuoi
fare tutte? Se le fai tutte, io resto
qua fin quando non hai finito! Sorride,
ammicca, canta, corre, si diverte,
ringrazia. "Siete stanchi?", ci chiede.
Assolutamente no! Quante sorprese,
in questo concerto. "Stupendo",
davvero, come ci fa cantare a squarciagola!
E' stupendo! E poi, a chiusura, una
"vita spericolata"a mezzagola,
piena di rancore, speranza e sofferenza.
Da brividi, per come la canta!
I brani si susseguono uno dietro l'altro,
e io non riesco più a stargli dietro.
Mi fanno male le gambe per quanto
ho saltato. Ho la gola in fiamme,
per quanto ho cantato. Le orecchie
fischiano, per la musica sentita.
E il cuore batte a mille, per le emozioni
provate. Vorrei che Vasco facesse
un concerto una volta a settimana,
perché quanto canta "Sally"
mi ricarica le pile, e ne ho bisogno,
quasi fosse una droga.
San Siro aspetta con trepidazione,
questo concerto. E san Siro non resterà
delusa. È un concerto di energia pura,
un concerto come non se ne vedono
da tempo. E dopo anni di latitanza,
Vasco tornerà a prendere possesso
del suo stadio, per non abbandonarlo
più. San Siro è il suo tempio! Suo
e di nessun'altro!
E' ora di "Albachiara". Sono
le 24.15. Vorrei che non fosse mai
finito. Ma quel che è stato, è stato
splendido!
un sentito
grazie alla redazione di vascorossi.net
che mi ha consentito di vivere questo
concerto omaggiandomi di un biglietto
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