Il 25 marzo 2026 il cantautore romano Shard si è ritrovato improvvisamente senza accesso ai propri account Facebook e Instagram, entrambi disabilitati con la generica motivazione, peraltro inesistente, di “materiale dannoso su minori”.
Secondo quanto riportato, la procedura di revisione automatica si sarebbe conclusa in pochi secondi con la conferma della violazione, senza un reale intervento umano. Una dinamica che riaccende le polemiche sui sistemi di moderazione automatizzata utilizzati da Meta.
Per l’artista, che utilizza i social come principale strumento di promozione musicale e comunicazione con il pubblico, la disattivazione rappresenta un duro colpo: dai singoli alle attività radiofoniche, fino alla promozione dei live e delle collaborazioni artistiche.
Shard ha avviato un’azione legale per il recupero dei propri account e dei contenuti, mentre restano attivi il canale YouTube, TikTok e il sito ufficiale. Il caso si inserisce in un dibattito sempre più ampio sulla gestione degli account, la sicurezza digitale e il valore della “memoria social” per gli artisti indipendenti.